Con il patrocinio di:
Processo partecipativo di forestazione urbana sostenuto dal Bando Partecipazione 2021 della Regione Emilia-Romagna
Sommario
«Il fiume, il verde, il viale» - Langhirano 7 maggio 2022. 7
"La natura nel borgo" 13 maggio Castrignano Costa – comune di Langhirano. 11
“La Natura tra Massese e Pedemontana” 21 maggio Pilastro comune di Langhirano. 19
«Biodiversità urbana» 29 Maggio Stadirano – comune di Lesignano de’Bagni 22
“Biodiversità Agraria” 5 giugno Badia Cavana – comune di Lesignano de’ Bagni 26
Incontro con Fruttorti 12 giugno 2022 - Lesignano de’Bagni 27
«Uomo e biosfera: il tuo futuro è la natura?» Laboratorio partecipato Langhirano 15 giugno 2022. 31
Introduzione
L’idea del percorso partecipato “Accogliamo la natura!” nasce dalla percezione dell’esigenza di portare alla luce tutte le forme di natura, spontanea o fortemente favorita dall’uomo, che caratterizzano l’ambiente in cui noi quotidianamente viviamo. Inoltre, si è cercato di porre attenzione quali siano le caratteristiche dell’”ecosistema antropico” che permettono la convivenza tra noi e la natura diversa dall’uomo: infatti non ci dobbiamo dimenticare che Homo sapiens è, a tutti gli effetti, una delle specie che abitano e, soprattutto, modificano l’ambiente in cui viviamo. Vicariando, seppur in maniera assolutamente non rigorosa, una definizione che arriva dall’ecologia vegetale, si potrebbe dire che l’uomo possa essere una “specie edificatrice”: “Specie edificatrici sono infatti quelle che modificando le caratteristiche di un ecosistema favoriscono la possibilità di ingresso e di stabilizzazione di altre specie”. Di fatto, quindi, come ci comportiamo e, soprattutto, come l’uomo modifica l’ambiente in cui vive favorisce o meno l’esistenza di altri esseri viventi diversi da noi e spesso la percezione di questi aspetti sfugge ai più.
L’importanza di comprendere quale sia la biodiversità che caratterizza i nostri “ecosistemi antropici” è quindi il primo passo da fare per comprendere quali siano le azioni che permettono la convivenza con il resto della natura diversa da noi uomini. Inoltre, è importante capire quali siano i “vantaggi reciproci” che arrivano da questa convivenza: le specie “non uomo” sfruttano ciò che la nostra specie crea, ma è altrettanto vero che la nostra convivenza con loro ci aiuta molto. Sono infatti molteplici i “servizi” che ci vengono offerti da piante ed animali nostri “coinquilini”.
Il nostro percorso partecipativo si è quindi incentrato in una serie di incontri tra persone “esperte” del rapporto tra natura e uomo e cittadini, incentrato prevalentemente sugli “ecosistemi antropici” che caratterizzano una parte della Riserva MAB UNESCO “Appennino Tosco-Emiliano”. Sono stare proposte sia incontri con visite guidate in diversi luoghi caratteristici del territorio tra i comuni di Langhirano e Lesignano, sia momenti collettivi di riflessione, culminati con un tavolo di lavoro finale di sintesi e un incontro che ha presentato il percorso fatto insieme e i suoi risultati finali.
Il percorso partecipato
Tavolo di lavoro nell’ambito dell’assemblea consultiva della MAB UNESCO - 21 aprile 2022 – Incontro Online
Il percorso del nostro progetto è iniziato con un tavolo di lavoro dedicato all’accoglienza della natura in ambiente urbano, nell’ambito dell’Assemblea Consultiva della MAB UNESCO Appennino Toscoemiliano.
L’incontro, dopo un intervento introduttivo dei rappresentanti del MAB UNESCO, è proseguito con una presentazione dell’architetto esperto di forestazione urbana Martina Pellacini, che ci ha presentato diverse soluzioni tecniche che permettono di migliorare la naturalità dell’ecosistema urbano e, conseguentemente, le potenzialità per un’accoglienza della natura in esso.
Successivamente, si è tenuta una discussione coi partecipanti al seminario sugli argomenti riguardanti l’accoglienza della natura nei borghi della MAB UNESCO, che ha rappresentato il focus del percorso partecipata che si è aperto con questo seminario.
Il dato che emerso è che, nonostante essi siano circondati e in parte direttamente interessati da una natura “forte”, la consapevolezza di questa presenza e, soprattutto, di cosa si potrebbe fare per migliorare la nostra convivenza con essa.
«Il fiume, il verde, il viale» - Langhirano 7 maggio 2022
La giornata si è focalizzata nell’osservazione degli elementi di verde urbano sia pubblico che privato che caratterizzano il capoluogo del comune di Langhirano, in particolare alberature stradali e gli elementi vicino al torrente Parma. Presente Alessandro Adorni, esperto di progettazione forestale del progetto GoProFor Life 2000.
L'osservazione del patrimonio verde urbano, è importante per comprendere l’attuale situazione di ciò che al momento caratterizza l’ecosistema urbano e a quello a cui si potrebbe invece arrivare attraverso una visione che vada oltre la mera valorizzazione estetica del patrimonio verde pubblico.
Per quanto riguarda l’area lungo il fiume Parma lo spazio PUBBLICO di esso offre alle persone uno spazio di svago in un contesto in cui la natura si «incrocia» con gli ambienti antropizzati, fornendo un importante servizio alla comunità umana, legato principalmente alla sua fruizione sostenibile da parte della cittadinanza.
Per quanto riguarda invece i viali alberati di Langhirano, si è potuto osservare che per realizzarli sono state utilizzate essenze vegetali adatte al clima e al contesto urbano (platani, bagolari, tigli), ma gli interventi di gestione sono stati assolutamente inadeguati sia a garantire la loro naturale funzione di ombreggiatura e schermo, sia la stabilità, con situazioni potenzialmente pericolose (caduta rami, e potenziali schianti, anche legati a fenomeni di marcescenza causati da potature non corrette).
Altro tema che è emerso è quello legato alla possibilità di utilizzo dei terreni pubblici per iniziative che favoriscano la natura e la biodiversità, come aree naturali aperte alla fruizione, orti sociali o piccoli «ecomosaici» con prati, alberi e arbusti.
Nell’immagine sopra riportata raffigura un’area pubblica che si trova in fregio al torrente Parma, nella zona sud dell’abitato di Langhirano, che rappresenta un ottimo esempio di cotali aree. Va inoltre sottolineato che la normativa vigente sulla tutela delle aree fluviali (anche e soprattutto rivolta alla garanzia della SICUREZZA IDRAULICA) prevede una destinazione d’uso che favorisca la naturalità di queste superfici.
"La natura nel borgo" 13 maggio Castrignano Costa – comune di Langhirano
L’incontro, svoltosi nel piccolo borgo collinare di Costa di Castrignano in comune di langhirano, è stato guidato da Francesco Mezzatesta, grande esperto di conservazione della natura e «guru» del «Biowatching». Il pomeriggio si è incentrato sullo stretto rapporto che esiste tra gli edifici storici dei nostri borghi e città e alcune specie di uccelli che vivono al loro interno, e che possono continuare a farlo solo se in questi luoghi vengono conservate alcune caratteristiche peculiari del patrimonio edilizi
L’incontro si è focalizzato su rondini, balestrucci e rondoni, specie paradigmatiche di questo stretto rapporto tra architettura e natura.
L’incontro è poi proseguito per le vie del borgo di Costa di Castrignano, che ancora conserva questo legame tra architettura e natura e si è parlato diffusamente di “ristrutturazioni edilizie ecosostenibili”
Queste ultime permettono ancora a diverse specie di avifauna di riprodursi in questo piccolo borgo della Val Parma.
L’esempio per tutti è la piazzetta del paese di fronte alla chiesa. Qui la facciata di uno storico palazzo è stata miracolosamente restaurata evitando la chiusura di tutti gli spazi della parete di sasso a vista, lasciando piccoli fori a testimonianza della storia che permettono anche a coppie di passeri di frequentare la casa, che può quindi essere definita un “monumento vivo”.
Il punto centrale emerso dall’incontro è riassumibile nella necessità di informazione naturalistica per architetti e geometri su un modo diverso di restaurare le vecchie case. Un esempio per tutti riguarda i rondoni, che per nidificare hanno la necessità di trovare una cavità muraria dove penetrare e deporre le uova. Nei centri storici più grandi come a Parma la soluzione trovata per questi formidabili “insetticidi naturali” è stata quella di non chiudere completamente le buche pontaie per impedire l’ingresso dei colombi ma di occluderne solo una parte in modo che i rondoni possano entrarvi mentre i piccioni no.
Si è discusso anche di come decisioni a livello politico locale (in particolare proponendo regolamenti edilizi comunali ad hoc) possano favorire questa convivenza tra uomo e altre specie nei nostri borghi. Infatti, alcune amministrazioni comunali hanno modificato ad hoc il proprio regolamento edilizio nel senso auspicato: in Sicilia il Comune di Acireale e all’isola d’Elba Campo, Rio, Marciana e in parte Portoferraio hanno deliberato a favore di modifiche edilizie per proteggere rondini e rondoni che hanno riguardato la cosa più importante per queste specie, ovvero la tutela dell’habitat.
“La Natura tra Massese e Pedemontana” 21 maggio Pilastro comune di Langhirano
Questo incontro si è focalizzato sulla zona nord del Comune di Langhirano che è attraversata da due strade, la Massese e la Pedemontana, entrambe caratterizzate da un flusso di traffico intenso e costante.
Si è quindi provato, insieme all’architetto Martina Pellacini, esperta del tema verde urbano, e al Prof. Antonio Bodini del Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma, ad individuare criticità e possibili loro mitigazioni attraverso interventi di forestazione urbana.
Durante una breve escursione nelle strade della frazione langhiranese, si è potuto osservare da vicino la vegetazione urbana presente, piuttosto scarsa. Si è stato osservato il suo stato conservativo attuale, si è discusso di una potenziale progettazione di nuove aree dedicate ad essa e delle problematiche legate a scelte progettuali passate che possono, ora e in futuro, ledere all’architettura dello spazio urbano e ancor più alla vegetazione stessa. Durante la passeggiata si è discusso anche dei valori positivi che dà il verde urbano nei centri abitati. Uno di questi valori positivi è il forte aiuto nella mitigazione del calore. La frazione di Pilastro è ricca di situazioni in cui il problema del surriscaldamento delle aree pavimentate è presente (si veda la l’immagine riportata sotto) e si è discusso di come l’ utilizzo di verde urbano possa offrire un’efficace mitigazione a questo problema.
Altro problema che è stato evidenziato è quello dell’inquinamento dovuto al traffico veicolare, soprattutto a quello legato alle polveri e agli ossidi di azoto e quali possano essere le soluzioni legate al verde urbano atte a mitigarne gli effetti negativi. Si è quindi discusso su quali possano essere le specie più idonee e quali siano le soluzioni più adeguate per l’impianto.
Si è infine individuata un’area che necessiterebbe di un intervento che mitighi la presenza di inquinanti legati al traffico veicolare, ovvero il percorso della strada Massese in direzione Torrechiara dove, particolarmente adatta all’ipotesi di una riqualificazione verde che possa fungere da barriera alle emissioni dell’abbondante passaggio di mezzi motorizzati su questa strada.
«Biodiversità urbana» 29 Maggio Stadirano – comune di Lesignano de’Bagni
In questo incontro si è parlato con Massimo Salvarani, grande esperto di biodiversità e in particolare di avifauna e odonati, di come i nostri luoghi di vita siano spesso condivisi con moltissime altre specie animali, in particolare uccelli.
Spesso per incontrare gli animali selvatici immaginiamo di dover compiere lunghi viaggi in ambienti selvaggi, ma non sempre è così: imparando ad osservare possiamo scoprire molte affascinanti creature anche nelle grandi città, nei centri storici, nelle zone residenziali, nelle periferie, ma anche nei paesi e nei piccoli borghi. Se guardiamo bene la struttura dei nostri centri abitati possiamo riconoscere diversi ambienti che ricordano quelli naturali: certi edifici storici ricordano le falesie, i giardini costituiscono delle piccole oasi in mezzo al cemento e all’asfalto, i parchi storici possono apparire come vecchie foreste vetuste. Molto spesso le grandi città sorgono nelle vicinanze di fiumi, che talvolta sono stati inglobati dallo sviluppo urbano (Roma e il Tevere, Firenze e l’Arno, Parma e la … Parma) e che diventano dei corridoi ecologici che portano la fauna direttamente nel cuore della città.
Ma i centri abitati presentano anche delle insidie, costituite dalle reti viarie, dall’inquinamento, dalla presenza di gatti, ecc. Gli animali che scelgono di vivere vicino all’uomo vengono detti sinantropi, come i Rondoni, che trovano negli ambienti urbani gli habitat riproduttivi, una volta caratterizzati dalle grandi foreste, ma ormai scomparse; altre specie come i Passeri e i Ratti vi hanno trovato cibo (specie commensali); altre ancora vi trovano ambienti favorevoli per lo svernamento, grazie alle temperature più elevate (effetto isola di calore). Le Lucertole trovano ambienti ideali sui muretti e nei giardini, mentre i Gechi apprezzano i sottotetti e gli edifici storici. Durante la notte i Rospi smeraldini vanno a caccia d’invertebrati attorno alle case e nei giardini, mentre diverse specie di Pipistrelli si sono adattate agli ambienti urbani, aiutandoci nel controllo delle zanzare. Ma anche gli Invertebrati possono colonizzare i nostri giardini: dalle Farfalle, ai Coleotteri, o addirittura Libellule, ma anche molluschi come le Chiocciole o le Limacce, e perché no, anche le fastidiose Zanzare.
Nei nostri luoghi «urbani» di vita di quotidiana la convivenza con loro è assolutamente possibile e, soprattutto, quasi sempre PIACEVOLE e VANTAGGIOSA per entrambe le parti.
Abbiamo scelto Stadirano per questa iniziativa sulla biodiversità urbana, perché anche in piccoli centri abitati immersi nel verde e nella campagna, può essere necessario intraprendere azioni virtuose a sostegno degli animali; infatti sono stati osservati alcuni esempi d’interventi di restauro edilizio apparentemente molto gradevoli esteticamente, ma poco funzionali per la fauna: la ristrutturazione di edifici in sasso con l’occlusione delle buche pontaie, limita la possibilità di rifugio e nidificazione di animali come Rondoni, Codirossi, Lucertole e Pipistrelli. La chiesa del paese, ospita Passeri domestici e Storni che nidificano nel tetto del campanile, nonostante spesso la prima fila di coppi sia stata cementata proprio per impedirne l’accesso, mentre la presenza di stalle e maneggi nel tessuto urbano favorisce la nidificazione di Rondini e di Codirossi comuni. Le Tortore dal collare d’altronde sono meno esigenti, e riescono a nidificare sulle pareti delle case, utilizzando i cavi elettrici come sostegno per il nido; i Verzellini che cantano dalla cima delle antenne, nidificano nelle siepi o nelle vigne. Tra i Mammiferi, Cinghiali e Volpi, si spingono finnelle strade del paese, come ci è stato segnalato, mentre Tassi, Caprioli e Lupi si spingono fino in prossimità delle case.
infine, per aiutare ad “Accogliere la Natura - si potrebbero: 1) realizzare laboratori per insegnare la realizzazione di nidi artificiali, mangiatoie e beeshotel dedicati ai più giovani, 2) disporre nidi artificiali e beeshotel direttamente presso i privati disponibili a partecipare all’iniziativa, oppure presso i circoli del paese.
Si è infine convenuto che imparare ad osservare il mondo animale, mettendo in pratica alcuni piccoli accorgimenti a favore della fauna e della flora, ci permette di recuperare un rapporto con il “mondo selvatico” che spesso, vivendo in città, abbiamo perduto, recuperando un equilibrio che ci permette una migliore coesistenza con la Natura stessa.
“Biodiversità Agraria” 5 giugno Badia Cavana – comune di Lesignano de’ Bagni
In quest’incontro, tenutosi nell’antica abbazia di Badia Cavana in comune di Lesignano de’ Bagni, si è parlato con il dott Mauro Carboni, agronomo, di biodiversità agraria, sia vegetale che animale, ovvero razze antiche di frutta e verdura, come ad esempio il famoso pomodoro riccio di Parma) e razze in via di estinzione (o addirittura estinte) di animali domestici (bovini, suini, equini, ovini, pollame), come ad esempio la Pecora Cornigliese.
I due esempi fatti ci indicano che gli sforzi per cercare di preservare le razze antiche della biodiversità agraria possono avere successo. La salvaguardia di questa diversità genetica è importantissima, perché permette di salvare tutte quelle caratteristiche utili ormai perse nelle razze moderne superselezionate.
Sempre durante questo incontro, Il dott Alessio Gennari, botanico, ha invece discusso con noi il suo approccio ad un agricoltura «ecologica» e in equilibrio con la biodiversità, che abbandoni tutte le forzature legate all’utilizzo di chimica e altre pratiche intensive, che presuppongono tra l’altro il massiccio ricorso ad irrigazione, molto impattante in uno scenario di cambiamento climatico come l’attuale, in cui le risorse idriche stanno diventando sempre più scarse.
Incontro con Fruttorti 12 giugno 2022 - Lesignano de’Bagni
L'obiettivo dei progetti di Fruttorti, movimento spontaneo ed informale di cittadini nato a Parma nel 2012. , è quello di regalare ai quartieri di Parma spazi verdi utili alla comunità e fruibili da tutti gli abitanti del quartiere, ricchi di biodiversità, che producano cibo sano e gratuito, luoghi in cui ci si rilassa, si porta a giocare i bambini, ci si scambia due chiacchiere, si imparano cose nuove e si condividono i frutti della terra ( tratto dal sito web di Fruttorti Parma http://www.fruttortiparma.it/default.html).
L'obiettivo dei progetti di Fruttorti è quello di regalare ai quartieri di Parma spazi verdi utili alla comunità e fruibili da tutti gli abitanti del quartiere (l’immagine sopra si riferisce alla Picasso Food Forest di Parma) , ricchi di biodiversità, che producano cibo sano e gratuito, luoghi in cui ci si rilassa, si porta a giocare i bambini, ci si scambia due chiacchiere, si imparano cose nuove e si condividono i frutti della terra.
L’incontro con Fruttorti, dopo una presentazione delle loro attività (con un particolare focus su cosa siano le “food forests”, termine che viene utilizzato per definire dei sistemi coltivati che si ispirano al bosco, finalizzati alla produzione prevalentemente di cibo, ma anche di altri prodotti utilizzabili dagli esseri umani e non solo), ha permesso di realizzare insieme a loro un «bug hotel» (letteralmente un «hotel per insetti»), struttura che è stata posizionata nello spazio esterno del Circolo «la Ruota» di Lesignano, che permetterà alle persone che lo frequenteranno di osservarlo e contribuire alla sua «evoluzione», modificandone la struttura.
L’incontro con Fruttorti ha riportato in evidenza la rilevanza dell’utilizzo delle superfici pubbliche o ad uso pubblico per progetti di «ecologia urbana» e altre iniziative di condivisione di attività e in generale di fruizione pubblica, emerso già nel primo incontro del percorso partecipato il 7 maggio a Langhirano.
«Uomo e biosfera: il tuo futuro è la natura?» Laboratorio partecipato Langhirano 15 giugno 2022
A Langhirano, presso il Centro Culturale, si è tenuto un laboratorio partecipato, «Uomo e biosfera: il tuo futuro è la natura?», in cui sono state sviluppate due tematiche:
- Architettura e Natura: Borghi ospitali per il benessere di uomini e animali
- Natura in ambiente urbano: integrare per vivere bene?
Dal tavolo «Architettura e Natura», dalla discussione sono emersi diversi spunti e suggerimenti per favorire questa relazione. In particolare, si sono evidenziate sia la necessità di «aiutare» coloro che vogliono rimanere a vivere in questi borghi (ad es ricerca di modalità più sostenibili di collegamento con le aree in cui si trovano i servizi, sistemi per favorire il lavoro da remoto in queste aree), sia quella di conservare quelle caratteristiche architettoniche che permettano alle specie «selvatiche» di vivere con noi, quali interventi pubblici a sostegno del recupero e conservazione degli edifici, che però favoriscano di tecniche costruttive tradizionali dei nostri borghi.
Dal tavolo «Natura in ambiente urbano», sono emerse molte problematiche legate sia alla mancanza di adeguate soluzioni che prevedano la presenza di «verde» nei centri abitati, sia legati a una cattiva gestione dell’esistente (ad esempio, potature scellerate di alberature urbane). In generale è stata evidenziata una carenza di cultura su queste tematiche da parte degli amministratori e sono stati suggeriti sia modifiche della normativa vigente (come l’introduzione di regolamenti del verde urbano ove non esistenti, come nei comuni di Langhirano e Lesignano) , sia «operazioni culturali», come il riconoscimento delle professionalità necessarie per una corretta gestione del verde pubblico (ad esempio la figura dell’arboricoltore), azioni atte ad aumentare la consapevolezza degli amministratori verso queste problematiche e altre per far comprendere il valore dei servizi ecosistemici che gli spazi naturali ci offrono.